mercoledì 28 maggio 2025

Listening Point: Cinque Anni nel Cuore della Taiga

Wild Nahani 

La mökki, costruita nel legno denso e secolare del kelo, non si impone sul paesaggio: ne diventa un'estensione organica. Immersa nella neve pesante dell'inverno artico, la casa rappresenta 

il punto di equilibrio tra il microclima protetto della sfera umana e l'austerità della Taiga.



“C'è una pace immensa nel Nord, una pace che non appartiene a questo secolo né alle sue affanniose illusioni. Per ascoltarla occorre spogliarsi di tutto, finché non rimane che il battito del proprio cuore in armonia con il respiro della foresta.”


— Sigurd F. Olson


“Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto” 


— Henry David Thoreau



1. La Scelta Radicale: Vivere come nel 1800


Ci sono periodi nella vita di un uomo che non si misurano con il trascorrere dei giorni, ma con la profondità dell'impronta che lasciano nell'anima. Per me, cinque anni trascorsi nel cuore della grande ed inviolata Taiga della Lapponia rappresentano l'esperienza più autentica, pura e luminosa di tutta la mia esistenza.


Insieme a mia moglie, scelsi di ritirarmi in una Mökki realizzata in antico legno di Kelo, isolata da qualsiasi insediamento umano, a decine di chilometri dalla prima casa abitata. Non vi era alcuna comodità della modernità: niente elettricità, niente acqua corrente, niente riscaldamento automatizzato, nessun segnale telefonico né rete Internet. La luce era quella delle candele o del fuoco del camino; l'acqua per bere e cucinare veniva attinta quotidianamente, anche nel cuore del rigido inverno polare a quarantacinque gradi sotto zero, rompendo il ghiaccio di un lago incontaminato.


Osservata dall'alto, la geografia del luogo rivela la sua vera scala: una tessitura ininterrotta di conifere e piccoli specchi d'acqua in cui la presenza del rifugio e del Listening Point risulta praticamente invisibile. L'impronta umana si annulla nell'immensità della matrice forestale.


Abbiamo vissuto per cinque anni esattamente come si viveva nel XIX secolo. Non fu un ripiegamento, né una fuga misantropica: fu una scelta d'amore assoluta per la Terra, per il silenzio e per la Wilderness più pura.


Battezzammo quel luogo “Listening Point” — il Punto dell'Ascolto —, in omaggio al grande naturalista e scrittore Sigurd F. Olson. Era il nostro santuario, il luogo dove il rumore del mondo moderno taceva per lasciare spazio alla grande sinfonia del mondo naturale.


Ogni osservazione naturalistica parte dall'immobilità. Il Listening Point non è stato soltanto un luogo fisico nei pressi del rifugio, ma una vera e propria metodologia scientifica ed esperienziale. Imparare a decifrare il linguaggio del bosco richiede tempo: il cricchiar del ghiaccio, il soffio del vento tra gli aghi dei pini, i richiami impercettibili della fauna selvatica. Rinunciare alla freccia del tempo antropocentrico permette di accedere a una percezione amplificata, dove ogni suono diventa un indicatore ecologico e un invito alla contemplazione.



2. La Sinergia del Selvaggio: La Parola e il Colore


In quel regno di neve, silenzi e foreste secolari, il tempo riacquistò il suo ritmo naturale, biologico, solare. La solitudine di quegli anni non fu mai isolamento arido, ma una profonda comunione scientifica, artistica e spirituale.


Mentre io traducevo la foresta in parola, appuntando a mano su taccuini di carta alla luce delle candele le bozze dei miei libri naturalistici, i dati etologici e le riflessioni sull'Ecologia Profonda, mia moglie catturava l'essenza viva della Taiga attraverso i suoi dipinti. La sua sensibilità pittorica dava forma e colore all'anima segreta dei luoghi, alle luci del Nord, alla fauna elusiva e alla maestosità degli alberi vetusti.


Eravamo un binomio unito da una medesima dedizione: io cercavo di difendere la vita selvatica attraverso l'analisi e la testimonianza scritta; lei la rendeva immortale attraverso l'arte.


Come Henry David Thoreau nel suo ritiro a Walden, compresi che la vera ricchezza dell'essere umano non risiede nel possesso di beni materiali o tecnologici, ma nella capacità di ridurre al minimo i bisogni artificiali per dilatare all'infinito la propria consapevolezza interiore.


Quando le temperature crollano e il carico di neve e galaverna trasforma gli alberi nelle imponenti sculture del tykky, il paesaggio rivela la sua vera scala. Dall'alto dei crinali, lo sguardo domina l'immensità della foresta boreale fino all'orizzonte, mentre nei meriggi invernali il sole basso incastona i suoi raggi tra i rami e scalda la superficie del lago ghiacciato. È in questi spazi sconfinati che si comprende la fragilità e la forza degli ecosistemi del Nord, dove il ghiaccio non è morte, ma una fase fondamentale del ciclo vitale della terra.


La comprensione profonda della natura non si esaurisce nell'analisi biologica; trova la sua compiutezza nell'espressione artistica. Il lupo, figura chiave negli equilibri trofici e simbolo della natura più incontaminata, rappresenta il cuore pulsante della Taiga. L'opera pittorica nata in quel periodo isolato cattura l'essenza dell'animale integrato nella sua rupe, dimostrando come l'osservazione rigorosa e la sensibilità estetica possano fondersi per restituire la dignità di ogni singola componente del vivente.

- Studio naturalistico ad acquerello di E. M.. Collezione museale -



3. La Lezione della Taiga


Vivere in una vera baita di Kelo, sfidando le morde del gelo artico e la severità della taiga incontaminata, insegna un rispetto profondo e privo di retorica. La natura del Nord non perdona la superficialità né la presunzione umana, ma sa donare in cambio una pace totale, una serenità che penetra nelle ossa e che non ti abbandona mai più.


In quegli anni di apparente solitudine, spogliati di ogni sovrastruttura tecnologica, abbiamo toccato con mano cosa significhi realmente l'uguaglianza biocentrica: sentirsi parte di un tutto interconnesso, un semplice filo nella complessa tela della Biosfera. La felicità vera non ha bisogno di fronzoli; risiede nella semplicità dei mezzi e nella ricchezza dei fini, nella luce che filtra tra i rami carichi di neve, nel grido lontano di un lupo nella notte polare, nel tepore di un fuoco legna dopo una giornata trascorsa nella foresta.


4. Custodire il Silenzio


Oggi, a distanza di tempo, custodisco quei cinque anni come il tesoro più prezioso della mia vita. In un'epoca dominata dal frastuono, dall'iper-connessione e dalla distruzione sistematica degli ultimi spazi selvaggi del pianeta, memoria ed esperienza mi ricordano quotidianamente che un'altra via è possibile.


Nella notte artica, quando l'attività solare dipinge nel cielo l'arco verde e danzante dell'aurora boreale, la prospettiva si dilata ulteriormente. Il rifugio illuminato nella neve appare allora per quello che è réellement: una piccola scintilla di calore umano immersa nell'immensità del cosmo. La wilderness non chiede di essere conquistata o trasformata; chiede soltanto di essere custodita come valore intrinseco, sia nella realtà geografica sia come spazio dell'anima.


È la via del rispetto, del "non fare", dell'ascolto profondo e dell'umiltà di fronte alla grandezza del creato. Un'esistenza vissuta fedele a quell'antico ed eterno motto che continua a guidare ogni mio passo nel mondo:


«Láthe biósas» — Vivi nascostamente

(Detto epicureo)


L'immensità di Maaselänjärvi nel silenzio dell'inverno: dove il ghiaccio custodisce
la vita della Taiga e la foresta si rispecchia nella luce del tramonto

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"La Wilderness non è una semplice assenza di civiltà, ma una presenza sovrana che richiede un totale ribaltamento della nostra scala di valori. Riflettere oggi sui cinque anni vissuti nel cuore della foresta boreale significa ripercorrere non un'impresa, ma un tirocinio di ascolto: l'applicazione pratica del láthe biósas, la scelta di vivere in disparte, lasciando che sia il ritmo primordiale della natura a scandire l'esistenza"


- Wild Nahani


PS. Con tutto me stesso e con tutta sincerità posso dire che questi 5 anni furono....
"I Migliori anni della Nostra Vita"!!